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I consumatori hanno diritto ad ottenere la restituzione di quanto pagato per gli aumenti illegittimi degli abbonamenti (fino a 500 euro per ogni cliente)
Il tribunale di Roma ha accolto l’azione collettiva inibitoria proposta da Movimento Consumatori contro Netflix Italia, dichiarando vessatorie le clausole che hanno permesso alla società aumenti unilaterali dei prezzi degli abbonamenti Base, Standard (con e senza pubblicità) e Premium nel periodo 2017– 2024, in assenza di un giustificato motivo che invece doveva essere indicato nel contratto. Per leggere la sentenza, clicca qui.
I clienti di Netflix hanno quindi diritto - oltre ad una riduzione del prezzo attuale del loro abbonamento fino all’importo corrisposto prima degli aumenti - anche al rimborso delle somme pagate in eccesso.
Dopo la sentenza del tribunale di Roma, Netflix non ha avanzato alcuna proposta di rimborso e anzi ha impugnato la sentenza inibitoria alla Corte d'appello di Roma.
Dopo l’annuncio nei mesi scorsi, Movimento Consumatori ha avviato la class action - depositando ricorso il 20 luglio 2026 – nei confronti di Netflix per il rimborso degli aumenti del prezzo degli abbonamenti applicati dal 2017 al 2024 sulla base di clausole contrattuali dichiarate vessatorie dalla sentenza del tribunale di Roma del 1° aprile scorso ⇒ leggi di più.
La class action in Italia è una causa collettiva che consente il risarcimento del danno a chi aderisce all’azione.
I soggetti interessati potrebbero essere stimati in non meno di 5-6 milioni. I rimborsi individuali per la restituzione degli aumenti applicati in tutto il periodo possono oscillare tra i 250 e i 500 euro a seconda del piano di abbonamento.
⇒ Se hai attivato un abbonamento Netflix il cui prezzo iniziale ha subito un aumento tra il 2017 e il 2024 e sei interessato alla class action di Movimento Consumatori compila il modulo online. Ti terremo aggiornato!
MC segnala inoltre che il 17 aprile 2026 Netflix, anziché adempiere agli ordini del tribunale di Roma, ha comunicato un aggiornamento delle condizioni di utilizzo del servizio e dell’informativa privacy che nasconde una unilaterale e illegittima modifica delle condizioni di contratto. L'associazione ha diffidato la società a cessare le condotte contestate, eliminare le clausole illegittime e adottare misure correttive a tutela degli utenti, riservandosi ogni ulteriore iniziativa giudiziaria a difesa degli interessi collettivi dei consumatori. ⇒ leggi di più.
⇒ Hai accesso o hai avuto accesso a Netflix tramite Sky? Ecco cosa sapere sui rimborsi
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