Movimento Consumatori, dopo aver invitato Netflix a provvedere spontaneamente ai rimborsi per gli aumenti illegittimi accertati dal Tribunale di Roma, prende atto delle contraddittorie affermazioni rilasciate alla stampa dal colosso americano dove, da un lato, afferma che gli “abbonati vengono prima di tutto” in quanto Netflix ‘prende molto sul serio i diritti dei consumatori” e, dall’altro, annuncia la proposizione dell’appello in quanto le condizioni contrattuali utilizzate sarebbero state “in linea con la normativa e le prassi italiane”.
“Se Netflix intende anteporre ad ogni altro interesse i diritti dei propri abbonati e i diritti dei consumatori - afferma il presidente di Movimento Consumatori Alessandro Mostaccio - rispetti la sentenza del Tribunale di Roma e provveda ai rimborsi, risparmiandosi un contenzioso giudiziale collettivo e individuale imponente che durerà anni con danno di immagine e fiducia conseguente. Adempiendo alla sentenza di primo grado, invece, questa fiducia verrebbe rinsaldata, chiudendo subito ogni contenzioso. Solo in queste ultime ore si sono rivolti alla nostra associazione oltre 25.000 consumatori che evidentemente non si sentono per nulla soddisfatti per gli aumenti praticati negli anni e sicuramente altrettanti stanno rivolgendosi direttamente ai vostri call center e alle altre associazioni dei consumatori".
"Stupisce che Netflix - precisano Paolo Fiorio e Corrado Pinna, legali dell’associazione nella causa - difenda il proprio operato in quanto conforme non solo alla normativa ma anche alle prassi del mercato italiano. In Europa e in Italia, infatti le prassi di mercato non possono derogare alle norme di legge, che come accertato dal Tribunale sono state violate da Netflix che ha praticato aumenti illegittimi".
Per manifestare interesse ad aderire alla class action che MC avvierà se Netflix non rimborserà spontaneamente tutti i consumatori, si può compilare il modulo online.