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Quasi 50 casi intercettati per il riconoscimento della quota sanitaria di malati cronici non autosufficienti ricoverati in RSA
Sono trascorsi i primi sei mesi di Paga la quota giusta, la campagna promossa da Movimento Consumatori per tutelare le persone non autosufficienti ricoverate in Residenza sanitaria assistenziale (RSA) e le loro famiglie, spesso costrette a sostenere rette molto onerose anche quando una parte (il 50% della retta totale) o addirittura la totalità del costo deve essere coperta dal Servizio sanitario nazionale.
La campagna nazionale è nata da una situazione che riguarda molte famiglie: il pagamento della retta per l’assistenza residenziale di una persona anziana e gravemente malata (tanto da aver perso la propria autonomia), senza che venga riconosciuta la quota sanitaria prevista dalla normativa. La campagna punta a informare gli interessati, esaminare i singoli casi e consentire a chi ne abbia i presupposti di agire per ottenere il riconoscimento dei propri diritti e, quando dovuto, la restituzione delle somme versate.
Il percorso messo a disposizione da Movimento Consumatori prevede un primo colloquio, l’analisi del caso da parte dei consulenti e dei legali e la valutazione delle possibili iniziative. La campagna è effettivamente partita a inizio 2026 con un focus territoriale nella provincia di Torino. Nei primi sei mesi, 48 persone, famigliari dei malati, hanno contattato la sede torinese di Movimento Consumatori e tutte hanno svolto un primo colloquio telefonico. Da questo primo contatto è iniziato un percorso di informazione e valutazione, che per una parte degli interessati è già arrivato alla consulenza legale.
In 40 hanno inviato con il Movimento consumatori una diffida con effetto interruttivo della prescrizione alla Rsa presso la quale sono ricoverati i propri cari e all’azienda sanitaria locale.
16 persone, pari al 33% del totale, hanno successivamente incontrato legali per procedere alla causa per vedersi riconosciuto il diritto alla quota sanitaria del 50% della retta di ricovero, oppure del 100% laddove sussistevano le condizioni cliniche. Altre 20 persone, pari al 42%, non hanno ancora proseguito verso il colloquio legale, tuttavia sono state informate della possibilità. Da parte di 12 persone, pari al 25%, risulta ancora non fissato appuntamento con i consulenti di Movimento Consumatori.
Tra le 16 persone che hanno incontrato i legali, 9 hanno dato il consenso ad avviare le pratiche legali per il recupero di quanto pagato (in alcuni casi si tratta di eredi, perché nel frattempo i ricoverati, che erano spesso in Rsa da tempo, sono deceduti).
I dati descrivono una prima fase di lavoro nella quale il contatto iniziale si è trasformato, per una parte delle famiglie, in un percorso di valutazione legale e poi di deposito della causa. Non si tratta ancora di processi conclusi, né di somme (le rette ingiustamente pagate) recuperate: l’esito delle iniziative giudiziarie dovrà essere verificato nel tempo.
Al tempo stesso, i numeri mostrano quanto sia importante accompagnare le famiglie in una materia complessa, nella quale si intrecciano condizioni cliniche, prestazioni sanitarie e assistenziali, rette e responsabilità degli enti pubblici. Non basta sapere che esiste un diritto: occorre comprendere se e come possa essere fatto valere nel singolo caso.
La campagna Paga la quota giusta prosegue quindi con un duplice obiettivo: offrire alle famiglie strumenti concreti per verificare la correttezza delle rette richieste e contribuire a far conoscere i diritti delle persone non autosufficienti. Perché i costi dell’assistenza non possono essere affrontati lasciando sole le famiglie, né le regole sulla copertura sanitaria possono restare sconosciute proprio a chi ha più bisogno di cure e protezione.
Per maggiori informazioni: chiama il numero unico nazionale allo 06 94807041 o compila il modulo online.
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