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Airbag Takata.1,6 milioni di italiani a rischio, Ministero trasporti sensibilizza solo ora su campagna richiamo


Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha recentemente pubblicato sul proprio sito un avviso per sensibilizzare i cittadini sulle campagne di richiamo degli airbag Takata, segnalando che la mancata sostituzione può provocare lesioni gravi o mortali. Le campagne riguardano 4 milioni di veicoli, di cui 1,6 milioni attualmente circolanti in Italia.
Per Movimento Consumatori l’intervento del Ministero arriva con 10 anni di ritardo e ha un’efficacia preventiva molto limitata rispetto a misure adottate in Paesi come USA e Francia, dove i veicoli a rischio sono stati sottoposti a stop drive obbligatorio. In Italia, invece, solo una parte dei veicoli è sottoposta a limitazioni, senza criteri chiari e senza test indipendenti. 

“L’interesse dei produttori a ridurre i costi delle campagne di richiamo – afferma Paolo Fiorio, coordinatore del Servizio legale nazionale MC - non può prevalere sul principio di precauzione che impone ai produttori e alle autorità di vigilanza di prevenire ogni rischio grave, anche qualora gli effetti non siano immediati. Il Ministero nel suo avviso si limita solo ad esporre le prassi adottate dai produttori, definendo lo stop drive una misura adottata dal costruttore per i veicoli caratterizzati da un rischio grave ed imminente per la salute e la sicurezza. L’ imminenza del rischio, per altro soggetta a valutazione del tutto discrezionale, non è requisito previsto dai regolamenti Ue in base ai quali è ‘rischio grave’ quello che, ‘richiede un intervento rapido compresi i casi in cui gli effetti del rischio non sono immediati’. Non è quindi necessario l’incidente, perché sia adottata l’unica misura idonea ad evitare con certezza il rischio: interrompere la guida fino alla sostituzione dell’airbag”. 

“L’intervento del Ministero, che noi chiediamo da mesi, alla fine è arrivato in estremo ritardo e non è all’altezza della gravità della situazione - dichiara Alessandro Mostaccio, presidente di Movimento Consumatori - Ben diverse invece sono le azioni intraprese dal tribunale e dalla Corte d'Appello di Torino che sono intervenuti per imporre le auto sostitutive per Citroen e lo stop drive per Opel. Se la tutela dei consumatori, in casi come questi, continua a essere demandata solo a tribunali e associazioni dei consumatori, siamo di fronte ad una resa totale del controllo pubblico sulla sicurezza dei veicoli”.

Per approfondire ⇒ leggi il commento di Movimento Consumatori pubblicato su Il Salvagente.it  

Comunicato del 9 settembre 2025 ⇒ Airbag Takata: MC chiede interventi urgenti al Ministero dei trasporti

 

 

 

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