Cure ai malati gravissimi: no al taglio retroattivo del Governo

Comunicati MC

I diritti di centinaia di migliaia di pazienti sono in pericolo. Nel testo del disegno di legge sulle misure di garanzia per l’erogazione delle prestazioni sanitarie, attualmente all’esame della commissione Affari sociali del Senato, è stato inserito un emendamento, a firma di Maria Cristina Cantù, senatrice del Carroccio, che mira a porre a carico esclusivo dei malati affetti da gravissime patologie e/o disabilità e delle loro famiglie, il costo delle prestazioni di assistenza sociosanitaria (come ad esempio, l’igiene personale, l’alimentazione e la movimentazione di persone allettate), erogate dalle strutture residenziale e semiresidenziale private, convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. La normativa vigente prevede che queste spese, in quanto strettamente connesse alle prestazioni sanitarie, siano ‘coperte’ dal SSN. L’emendamento comporta che i soli costi di rilievo sanitario, pari al 50% della retta, siano sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale.

L'emendamento è stato concepito – su pressione delle lobby dei gestori delle strutture private – per fare fronte a un consolidato orientamento della Cassazione, secondo cui, in caso di trattamenti terapeutici personalizzati che non possono essere somministrati se non congiuntamente alla prestazione assistenziale (come avviene nei casi di Alzheimer), l'intervento sanitario socio-assistenziale deve essere interamente a carico del servizio sanitario, con il conseguente diritto a ottenere la restituzione di tutte le rette pagate.

Non è un caso che l’emendamento abbia efficacia retroattiva e sia applicabile anche alle numerose cause in corso.

⁠"Questo emendamento - commenta Alessandro Mostaccio, segretario generale di Movimento Consumatori - rischia di cancellare i diritti di centinaia di migliaia di pazienti ricoverati in strutture private accreditate dalle Regioni e dei caregiver che li sostengono, spesso anche economicamente; si tratta di un intervento che grava sulla pelle dei più deboli, in spregio ai più elementari principi in materia di tutela della salute”.

“Giuridicamente inaccettabile e incostituzionale - aggiunge Paolo Fiorio, responsabile del Servizio Legale Nazionale di MC - è la previsione di retroattività della nuova norma, il tentativo di un vero e proprio colpo di spugna sui contenziosi in essere e su quelli futuri, a discapito non solo dei malati più gravi”.

 

 

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